Chi è The Pink Spice

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Chi è The Pink Spice 2018-10-24T18:30:37+00:00

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The Pink Spice by Rachele Abrusci | Solo Girl Traveler

Hey!

Il mio nome è Rachele Abrusci, sono italiana, nata a Bari, il capoluogo della splendida Puglia!

Ho vissuto in cinque diversi paesi e otto città, ho viaggiato tanto quando ero bambina e continuo a farlo adesso. Provo un amore impossibile da misurare per l’ASIA, che ho iniziato a scoprire da quando mi sono trasferita in Cina, si ho lasciato tutto e tutti per trasferirmi in Cina e da quel momento in poi la mia vita è stata come le montagne russe, su e giù a tutta velocità.

Mi piace definirmi una storyteller e viaggiare ha sicuramente accentuato questa mia caratteristica, ma nonostante questo, scrivere su di me è decisamente la storia più difficile che abbia mai scritto.

 

Quando ho iniziato a viaggiare?

 

Non ricordo esattamente quando, perché ho sempre viaggiato. Ho iniziato da piccola con i miei genitori visitando oltre 50 paesi tra cui Australia, Nuova Zelanda, Kenya, Zanzibar, Canada. Poi crescendo, ho iniziato a viaggiare da sola e a fare esperienze di studio e lavoro all’estero.

Kenya

 

Dove sono stata?

 

Come ho già scritto, ho visitato oltre 50 paesi, tra cui Stati Uniti, Francia, Australia, NuovaZelanda, Polinesia, Kenya, Seychelles, Maldive etc, ma la maggior parte di questi li ho visti quando era piccolissima. Il piano naturalmente è quello di rivedere tutti i posti in cui sono stata, ma dei quali ho pochi ricordi e aggiungerne tanti altri alla lista.

(qui un po di foto di me da piccola in viaggio in giro per il mondo con i miei genitori)

Polinesia: Il Matrimonio dei miei Genitori

 

Stati Uniti: Disneyland a Los Angeles

 

Dove ho vissuto?

 

Ho vissuto in Italia, a Bari città nella quale sono nata e a Roma città nella quale mi sono laureata in Economia.

 

 

 

Ho frequentato l’ultimo anno delle scuole media a Lugano, in Svizzera che è uno dei paesi che voglio assolutamente rivisitare al più presto.

Ho trascorso 4 mesi negli Stati Uniti, a Boston, dove ho studiato l’inglese.

 

 

Poi sono volata a Madrid, in Spagna in quanto ho vinto la borsa di studio ERASMUS, molto conosciuta tra gli europei. Il mio soggiorno a Madrid è durato “solo” un anno accademico.

 

 

E poi, inaspettatamente sono finita in Cina (la storia di come ci sono finita merita un articolo a parte). La prima città dove ho vissuto in Cina è stata Pechino dove inizialmente ho studiato il cinese durante il mio primo anno e successivamente ho iniziato a lavorare. Dopo 3 anni a Pechino, ho preso la dolorosa decisione di cambiare aria e mi sono trasferita a Shanghai città nella quale attualmente vivo, lavoro a aggiorno in mio Blog.

 

Cosa c’è stato prima della Cina e come la Cina mi ha cambiata?

Prima di approdare in Cina, avrei voluto provare a vivere in Brasile, poi magari anche negli Emirati Arabi e poi perché no, per poi stabilirmi definitivamente negli Stati Uniti a New York.

A lungo, ho avuto “Il Sogno Americano” non c’era cosa al mondo che desiderassi di più, volevo trasferirmi a New York. Col tempo poi mi sono resa conto che avevo visto troppi film, decisamente troppi e mi ero immaginata una vita che probabilmente non esiste.

In poche righe mi immaginavo di vivere a New York, in un super attico sulla Fifth Avenue, con un guardaroba alla Carrie di Sex and The City, un lavoro da sogno non bene identificato, ma sicuramente ben pagato e una limousine rosa ad aspettarmi sotto casa. Ah dimenticavo, nei miei sogni ogni mattina andavo a comprare il caffè da Starbucks, rigorosamente Americano! (nei film, la scena della donna ben vestita e sofisticata che compra un caffè da Starbucks è un classico, fateci caso!) Chi me lo avrebbe mai detto che il tempo mi avrebbe resa una “zingara” che da molta meno importanza ai vestiti firmati e costosi e che predilige le esperienze invece degli oggetti.

Da quanto questo principio è entrato a far parte della mia vita, la qualità della mia vita è decisamente migliorata. Sia chiaro ci tengo ancora e ci terrò sempre alla mia femminilità e al mio aspetto esteriore, semplicemente penso di potermi vestire bene anche spendendo poco e destinare quello che avrei speso in capi firmati ai viaggi e alla mia crescita personale.

Se penso a tutti i soldi spesi in vestiti, borse e scarpe mi sento un po’ in colpa, dopo averli usati per un po’ ne volevo altri e poi altri ancora. Se penso ai viaggi invece, a prescindere che sia stato un viaggio in un albergo di lusso o in un ostello, non mi pento e sono felice di aver speso così i miei soldi. Specialmente se quei soldi sono stati spesi in paesi meno fortunati/avanzati come il Nepal o il Myanmar. Mi piace pensare che una risorsa importante come il turismo possa aiutare la popolazione locale, ecco perché adatto il mio stile di viaggio ai paesi che visito. Sono stata felice di aver alloggiato in una semplice Guest House in Nepal e di aver dato il mio contributo, seppur piccolo alla gente locale. Allo stesso modo è stato divertente godermi la vista mozzafiato del Marina Bay Sands a Singapore.

 

Cosa ci sarà dopo?

 

La Cina, ha stravolto i miei piani, i miei gusti, il mio palato, la mia psiche e mi ha fatta innamorare prima di sé e poi del suo continente, l’ASIA, quindi se siete curiosi di sapere dove andrò a finire…non vi resta che seguire le mie avventure! Una cosa è certa ad oggi so che è arrivato il momento di lasciare questo paese, ma non ho la più pallida idea di dove voglio andare a vivere, mi sono abituata così tanto al “diverso” che il vero choc sarà ritornare alla “normalità”, ma anche per questo avrei bisogno di un articolo intero.

 

Perché il nome “The Pink Spice”?

 

Quando ho iniziato a pensare ad un blog, la scelta del nome mi è costata quasi 3 mesi di pensamenti, ripensamenti, chiamate, messaggi e videochiamate con amici e parenti in ogni parte del mondo. Inizialmente volevo qualcosa che fosse legato al viaggio e anche al colore dei miei capelli che tanto amo – sono bionda dentro e fuori – il che rese la ricerca del nome un vero e proprio inferno. Le opportune ricerche però mi hanno portata a constatare che le travel blogger che avevano usato la parola Blonde erano già abbastanza. Quando feci questa scoperta lo sconforto prese il sopravvento su di me per un paio di settimane, non sapevo davvero che nome scegliere, volevo un nome che mi rappresentasse, ma ero davvero nel pallone.

C’era l’opzione “She Goes Alone” che non mi dispiaceva, ma neanche entusiasmava. Si mi rappresenta, Io Vado Da Sola, ho sempre fatto tutto da sola, ma aveva un non so che di triste e malinconico e io nel nome del mio blog volevo anche qualcosa di allegro, simpatico o stravagante.

Poi un giorno, ero a casa a mangiare hummus e perdere tempo a guardare i video su Youtube, mi imbatto per caso in un video delle Spice Girls, in pochi secondi realizzo che….ecco ho il nome!

THE BLONDE SPICE!

Si, non ci sono riferimenti al viaggio.

Si, lo ammetto non riuscivo a togliermi dalla testa quel “Blonde” volevo che ci fosse a tutti i costi! Però l’idea mi piaceva troppo e poi io adoro le spezie, il cibo speziato e piccante quindi comunque sentivo che la parola “Spice” mi rappresentasse, anche perché comunque sapevo che avrei voluto dedicare parte del blog al cibo, che per me sono una parte fondamentale del viaggio stesso.

Continuava però ad esserci un piccolo problema, quel “Blonde” era troppo inflazionato. Cos’altro mi rappresentava tanto quanto il Blonde in una sola parola?

Per rispondere a questa domanda, devo fare un piccolo passo indietro. La scelta del Blonde non era solo dovuta al colore dei capelli, ma all’idea che nell’immaginario comune si ha delle ragazze/donne bionde. Ricordo una volta all’università, una ragazza voleva insultarmi e disse qualcosa del tipo: eh ma sei bionda, le bionde sono stupide si sa. Queste parole ovviamente, non mi ferirono anzi mi fecero sorridere, ma sicuramente mi rimasero impresse nella memoria.

E poi di aforismi sulla combinazione bionda-stupida ce ne sono troppi.

A parte questa parentesi, ho sempre trovato divertente lo sguardo delle persone che ascoltano le mie avventure, la frase che mi sento dire ogni volta è: “ma come, tu in giro da sola per il mondo con uno zaino in spalla che dorme in ostelli? Sei così carina, così…bionda. Non sembri proprio il tipo di ragazza che ama questa tipologia di viaggio”.

Ecco, quello che più mi rappresenta è la contraddizione. So di avere un aspetto quasi innocente, forse un po’ snob, alla ricerca del comfort e del lusso, ma in realtà io dentro sono wild, un po’ hippie. Fuori vestita di tutto punto e dentro la voglia di varcare il confine del Kazakistan o dell’Antartide o del Sudan.

Io sono sempre stata questa, la contraddizione tra come appaio e come effettivamente sono, è sempre stata l’elemento principale del mio carattere.

Ma ritorniamo alla scelta del nome. La parola “Spice” mi piaceva molto, ma dovevo lasciare andare “Blonde” e trovare un’altra parola che a primo impatto facesse pensare a qualcosa di “superficiale”. Volevo un nome divertente, un nome che non crea troppe aspettative, ma che stupisce quando si va a vedere cosa c’è dietro quel nome.

La parola “Pink” non ha tardato molto ad arrivare, in fondo è il mio colore preferito e rappresenta ciò che io volevo fosse rappresentato.

Avevo il nome: THE PINK SPICE

Appena l’ho pronunciato, mi è piaciuto subito. Originale, mi rispecchia, unico e facile da ricordare. E’ lui! E’ il mio nome! E questo fu l’inizio, o forse no. Il vero inizio risale all’estate del 2016, periodo non molto felice della mia vita a causa di un lutto familiare che mi ha procurato una forte depressione. E’ stato in questo particolare momento della mia vita che ho iniziato a postare compulsivamente le mie foto su Instagram, ricevere likes a commenti mi faceva stare meglio, in qualche modo riempiva il mio vuoto emotivo. Poche settimane dopo le mie foto riscuotevano già un discreto successo, considerando il fatto che non avevo mai usato Instagram prima di allora…

Ma anche questa è una storia che merita uno o anche due articoli a parte.

Per ora, c’è già abbastanza About The Pink Spice.

Visita questa pagina per scoprire come possiamo lavorare insieme e come puoi contattarmi!

 

 

Cos altro posso dire su di me?

  • Viaggiatrice in solitaria

  • Bionda dentro

  • Il rosa è il mio colore preferito, ma il mio mondo non è “rosa” e dai miei viaggi capirete il perché

  • Viaggiare è la mia passione più grande, non un semplice passatempo

  • Ho una vera e propria ossessione per mete quasi incontaminate come ad esempio la Corea del Nord, l’Afganistan, Tagikistan ecc…

  • Pigra ballerina di pole dance

  • Adoro in cibo piccante e speziato

  • Adoro il cibo in generale

  • Mi diverte viaggiare col mio zaino in spalla e dormire in ostelli

  • Ma nonostante questo, mi piace il lusso e soggiornare in alberghi a cinque stelle!

  • Ho paura degli aerei e di volare (e sono totalmente consapevole di quanto questo sia contraddittorio)

  • Sono paranoica e ho praticamente paura di tutto e sono piena di fobie…

  • … ma nonostante tutto sono spericolata!

  • Adoro l’arte, in particolar modo l’arte contemporanea. I musei infatti costituiscono una tappa fondamentale dei miei viaggi

  • Ho una passione smisurata per le lingue straniere

  • Sono simpatizzante buddista, ma ho studiato altre religioni/filosofie tra cui: cristianesimo, islam, ebraismo e taoismo

  • Sono una grande fan dei social media e di come possano essere usati per: promuovere un business, un’idea o per sensibilizzare l’opinione pubblica su cause importanti come: la povertà in alcune aree del mondo, l’AIDS, guerre etc

  • L’ho già detto, ma lo dico ancora: nutro un profondo amore per l’Asia e tutto ciò che riguarda l’Asia, dal cibo alle religioni, ai paesaggi, le città e potrei continuare all’infinito…